KARATE IS MY RELIGION !

La via dell'apprendista

KARATE IS MY RELIGION !

Il karate è come una religione senza Dio.

Lotte bibliche ed epici nemici sono delle caratteristiche che hanno fatto parte del karate da sempre, ma oggi mi voglio spingere oltre, sto affermando che il karate potrebbe essere considerato una sorta di religione senza Dio.

Calma… rimettete l’acqua santa nella borsa.

E Abbiate fede.

Per poter iniziare questo viaggio, dobbiamo fare chiarezza su cosa sia una religione:

Tratto da wikipedia:

La religione è quell’insieme di credenze, vissuti, riti che coinvolgono l’essere umano, o una comunità, nell’esperienza di ciò che viene considerato sacro (sacri sono tutti gli attributi che si aggiungono alla percezione ordinaria della realtà) , in modo speciale con la divinità. “

Ho riflettuto a lungo su questa definizione … e poi, boom! Una folgorazione!

Potremmo dire che la religione è un insieme di cose, che servono a metterci in contatto con qualcosa che non fa parte della realtà che vediamo e viviamo COMUNEMENTE ogni giorno, IN PRATICA IL SACRO.

 

Il sacro , è la relazione tra l’uomo e la divinità, ma non solo, anzi, non sempre.

Possiamo considerare sacro, il volo di un uccello, la nascita di un bambino, oppure la percezione di pace che si prova dopo un allenamento intenso, o la sensazione di fatica dopo 3 ore frontali con i bambini sul tatami, tutte cose che ci relazionano con quelle sensazioni così particolari da non far parte della comune realtà.

Sia che siate credenti o meno, esiste qualcosa di sacro nella vostra vita.

Quello che è incredibile, è che le modalità con cui un religioso entra in contatto il sacro e la divinità, sono le stesse identiche modalità con cui un karateka entra in contatto con il vero sé.

Non ci credi? Raccolgo la sfida:

CHIESA

VS

FEDERAZIONE

COMANDAMENTI / PRECETTI

VS

DOJOKUN

RITI DELLE CHIESE

VS

PESO PRIMA DELLA GARA (CON RELATIVA DIETA O DIGIUNO) – RITI SPORTIVI E SFILATE – SALUTO PRIMA E DOPO DELL’ALLENAMENTO.

CATECHISMO

VS

CORSI PER LO SPORT DEI BAMBINI

SACRAMENTI

VS

DAN

PRETI

VS

MAESTRI

PECCATO

VS

SENSAZIONE DI NON ALLENARSI MAI ABBASTANZA

ESTASI DELLA FEDE

VS

LA SENSAZIONE DELLA VITTORIA

PREGHIERA

VS

MEDITAZIONE

MITI E LEGGENDE SUI SANTI

VS

LEGGENDE SU MITICI MAESTRI E ATLETI DALLE FACOLTA’ ALIENE

 

(In questo momento i credenti stanno pensando : “ehy, le storie dei santi sono realtà!” , e stanno avvicinando la mano alla bottiglietta d’acqua santa che avevano appoggiato di fianco la tastiera. Attenzione però, anche i karateca stanno dicendo “ehy, la storie del maestro XYZ sono vere però!”.)

E va bene, vuoi sapere come la penso. Lo so. Ok.

Quello che penso è che la mente umana si è evoluta per dare il massimo entrando in contatto con il sacro.

QUESTO NON SIGNIFICA CHE IO E TE CREDIAMO O NON CREDIAMO IN DIO.

VALE LO STESSO DISCORSO DELL’EVOLUZIONE, PUOI CREDERE ALLE TEORIE DI DARWIN E CREDERE IN DIO UGUALMENTE, ALLO STESSO TEMPO.

Io penso che il sacro, sia in realtà la struttura stessa della mente dell’uomo, evolutasi per dare il 100% di sé quando si entra in contatto con quella realtà non ordinaria dell’essere.
Tutte quelle strutture che ci mettono in contatto con il sacro, sono probabilmente dei caratteri che hanno dato ai nostri antenati dei vantaggi sulla natura.

 

Una società organizzata, con delle gerarchie e ranghi, con dei riti da seguire (pensate ai riti alimentari, come la caccia o il raccolto), con l’attenzione quasi religiosa all’educazione dei bambini, dove si insegna a controllare la rabbia necessaria alla sopravvivenza, all’interno del gruppo, tramite la preghiera o la meditazione per riportare la vita ad un contesto civile, forse, ha maggiori probabilità di sopravvivenza rispetto ad un ammasso di bifolchi distratti e viziati.
Quindi io penso che la nostra mente si sia strutturata ed evoluta in questo modo nel corso del tempo, per sopravvivere. Siamo religiosi non per vocazione, ma per necessità, e per DNA.

#CONCLUSIONE

Ormai si è aperto un mondo, ma noi, io e te, torniamo al karate: se vogliamo dare il massimo nello sport, dobbiamo vivere il nostro sport come una religione, ma senza Dio. Dove il sacro è la conoscenza del vero sé: è sacro superare ogni volta i propri limiti, o continuare a provarci sempre e comunque. Sono sacre le amicizie sancite col sudore , le fatiche e i sacrifici e l’impegno dedicato ai giovani e dai giovani.

Tutte cose , e lo sai bene, fuori dall’ordinario.

Per i grandi atleti ed i grandi maestri, il karate è come una religione.

Stai attento, quel “come”: è la differenza fra un dojo autentico e un Mc Dojo, perché nel Mc Dojo tutto è esasperato, tranne la dispensazione della conoscenza tecnica e teorica. In un Mc Dojo vengono puntualmente superati quei confini, per cui, se nel tuo dojo il karate è una religione, e il tuo Dio è il tuo Maestro… allora hai dei seri problemi, ed è arrivata l’ora (scossa) di cambiare.

La profonda connessione con il lato più profondo di te stesso, ti darà una marcia in più.

Parola di Don Maruko.

Kiai.

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Il karate come non lo avevi mai visto prima

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